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Per battere la crisi in provincia occorre guardare al modello gallese: lo sostiene il sen. Lucio Zappacosta, candidato per Forza Nuova

E invoca una maggiore attenzione alle zone terremotate 

«La drammatica crisi occupazionale in atto e i forti segnali di recessione economica che incombono sulla nostra provincia saranno ulteriormente dilatati nei prossimi mesi dall’effetto tellurico che trascinerà alla fine tutta la regione, anche con le sue parti più periferiche rispetto al “cratere”, nei gorghi di una crisi che già aleggiava su tutto il territorio per le note vicende di Tangentopoli»: lo ha dichiarato questa mattina il sen. Lucio Zappacosta, candidato alla presidenza della Provincia per Forza Nuova e vicecapolista alle Europee, in un incontro avuto a Chieti con elettori e simpatizzanti.

«Tutti gli sforzi – spiega Zappacosta – devono comunque essere profusi per L’Aquila e per l’Aquilano, compresa Sulmona, che stanno vivendo giorni drammatici ed ancora pieni di dolore. Si registrano, purtroppo, dopo le attenzioni mediatiche, ritardi preoccupanti, iniziative non sempre lungimiranti e soprattutto una decretazione d’urgenza che non coglie le reali dimensioni di ciò che è successo e di ciò che avverrà di qui a qualche mese. Non vorremmo che si legiferasse in maniera affrettata, incontrollata e quindi inappropriata, riscrivendo le competenze, per l’ennesima volta, di chi fa e che cosa. È necessario, contestualmente al decreto d’urgenza, finalmente approvare una legge quadro sulle calamità naturali e fare pressing sulle compagnie assicurative italiane che, uniche al mondo, non coprono per i rischi da catastrofi naturali».

Sulla crisi economica ed occupazionale nella provincia, il candidato di Forza Nuova ha le idee chiare:  «Non potendo subito integrare il Consiglio provinciale, proporremmo un supporto costituito da un Consiglio dei rappresentanti delle categorie produttive, dei lavoratori e dei sindacati che abbia la funzione di consulenza sia al Consiglio. sia alla giunta. Sono necessarie iniziative forti che possano far uscire dalla crisi questa parte d’Italia del mezzogiorno. È da seguire con attenzione il modello Galles dove l’alta professionalità della forza lavoro derivante dalla formazione ed elevata istruzione garantita da un’agenzia ad hoc costituita (Wda) che ha creato centri di specializzazione in tecnologie avanzate con una riduzione della disoccupazione del 40%. In quella parte d’Europa ci sono state forti incentivazioni alla leva fiscale che hanno fatto volare un’economia arretrata e stagnante. Anche per l’Abruzzo e soprattutto per la provincia di Chieti bisogna chiedere a Roma e Bruxelles la istituzione di Zone Franche». 

L’ufficio stampa

Chieti, 28 maggio 2009
 
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